Ingresso nuovi soci 20 Maggio 2019

La famiglia del Rotary Club di macerata cresce con l’ingresso di tre nuovi soci: Giorgio Menichelli, Simone Panduri e Francesco Prioglio. Ospite d’onore della conviviale, l’architetto Filiberto Bracalente.

In occasione della conviviale svoltasi lunedì 20 maggio, il Rotary Club di Macerata ha dato il benvenuto a tre nuovi soci, tre importanti personalità e professionalità che con la loro opera quotidiana contribuiscono alla promozione del tessuto economico, produttivo e sociale del nostro territorio: Giorgio Menichelli, Segretario interprovinciale di Confartigianato Imprese (Macerata, Fermo, Ascoli Piceno), Simone Panduri, direttore del Servizio Idrico Integrato APM e Francesco Prioglio, direttore generale APSP IRCR Macerata.
Il Presiedente del Rotary Club Macerata, Stefano Quarchioni ha accolto i nuovi soci, ricordando che il Rotary è una organizzazione che comprende gli esponenti di varie professioni e settori di attività, impegnati a sostenere standard professionali di altissimo livello, poi continua: “La nostra comunità conoscerà il Rotary anche attraverso la Vostra persona, che incarna il carattere e l’ideale di servizio verso il prossimo, quindi come dice in nostro Presidente Internazionale, “Siate di ispirazione”.

 

Ospite Relatore della serata è stato l’architetto Filiberto Bracalente, Past President del Rotary Club di Civitanova Marche e direttore dell’AHA (Academic Horizon Abroad) Macerata, centro che ogni anno accoglie decide di studenti delle più importanti università americane che scelgono le Marche, e la nostra città in particolare, per la loro formazione universitaria e fare esperienza nell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese. Appassionato ed esperto di storia e urbanistica, Bracalente ha permesso ai presenti di approfondire la conoscenza di un’altra eccellenza marchigiana, un grande uomo di Chiesa che ha cambiato il volto di Roma nei pochi anni del suo pontificato alla fine del Cinquecento, Papa Sisto V. Felice Peretti è nato a Grottammare nel 1521 ed eletto al soglio di Pietro nel 1585, “il Papa tosto” – com’è stato definito – fu una figura unica e controversa: scettico nei confronti dei miracoli, fu promotore di una vera trasformazione urbanistica della Capitale secondo i canoni rinascimentali: a lui dobbiamo l’apertura di strade come la famosa via Sistina, il restauro di obelischi egizi, fontane, ponti e la realizzazione dell’acquedotto della “Acqua Felice” che porta il suo nome.