Conviviale dedicata al diabete

Il diabetologo Brandoni e il direttore dell’AV3 Maccioni ospiti della conviviale promossa dal Rotary Club di Macerata.

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete del 14 novembre, il Rotary Club di Macerata ha promosso una conviviale dedicata che ha visto la partecipazione del dottor Gabriele Brandoni, dirigente medico del Dipartimento Malattie metaboliche e Diabetologia dell’Ospedale di Macerata, di Alessandro Maccioni, direttore generale dell’Area Vasta 3, oltre che di Marco Sigona per il Club Matteo Ricci e di Claudio Regini, assistente del governatore distrettuale.

Luci e ombre sono emerse dalla panoramica sulla malattia che Brandoni ha condiviso con i numerosi presenti a Villa Quiete. Le seconde riguardano in primo luogo i numeri in costante crescita: «Si stima che nel 2035 saranno oltre 600 milioni le persone affette da diabete nel mondo, mentre in Italia nel 2030 i malati potrebbero arrivare a toccare quota 6 milioni: 22 mila nuovi casi ogni giorno, come se si ammalasse un’intera cittadina», ha affermato il medico. Se l’età media dei diabetici è compresa nella fascia 50-75 anni, il campanello di allarme è rappresentato dall’aumento dell’obesità infantile – arrivata al 35% – e dei casi di diabete di tipo due tra i giovani.

Le buone notizie riguardano la nostra regione e la provincia di Macerata in particolare. Le Marche, infatti, sono sotto la media nazionale per tasso di malati, e quello di ospedalizzazione per diabete non controllato è il più basso in Italia. Inoltre, l’Ospedale di Macerata è uno dei due centri marchigiani nei quali la Diabetologia è attiva dal lunedì al sabato, mentre è stato aperto da pochi mesi a Recanati, presso l’ex ospedale “Santa Lucia”, l’unico ambulatorio cardio-metabolico del territorio regionale.

A questo proposito, Brandoni ha sottolineato come «il diabete sia sempre di più legato al cuore, tanto da essere definito una malattia cardiovascolare diagnosticata con la misura della glicemia». «È necessario tenere sotto controllo i casi di iperglicemia, ma non si deve sottovalutare la ipoglicemia, alla quale sono legati importanti rischi per l’attività del muscolo cardiaco», ha aggiunto.

Negli ultimi anni, un aiuto fondamentale è arrivato dalle nuove famiglie di farmaci, che oggi permettono di disporre di circa 140 possibili ed efficaci combinazioni, e molto può fare anche controllare lo stato di salute con periodicità, «perché molte volte – ha ammonito il medico – si scopre di avere il diabete attraverso controlli casuali, durante un ricovero ospedaliero o prima di un intervento chirurgico, quando la cellula beta produttrice di insulina ha già causato danni».