Presentazione del libro
“L’ultima Piega” di Evio Hermas Ercoli

24.01.2013 – Il direttore artistico di Popsophia, Evio Hermas Ercoli, ha presentato il suo ultimo libro che racconta e svela il gioiello artistico della chiesa di San Filippo, oggi finalmente restituita alla città dopo il terremoto del 1997 e il lungo restauro durato 15 anni.

L’ultimazione dei lavori di restauro della chiesa di San Filippo restituisce alla città una mirabile architettura ed un importante luogo di culto. Il Rotary di Macerata, con le due presidenze di Bruno Mandrelli e di Giorgio
Piergiacomi, ha per questo deciso di realizzare un libro sulla chiesa avvalendosi della preziosa collaborazione del professor Evio Hermas Ercoli, studioso esimio e dalla nota competenza in materia.
Attraverso il racconto del prof . Ercoli ci immergiamo così in nella storia di Macerata e delle trasf ormazioni politiche, architettoniche, storiche subite dalla chiesa, dalla casa e dall’oratorio filippino; un modo ancor più coinvolgente per festeggiare insieme la riconsegna alla città, grazie ad un importante e significativo investimento pubblico, di un monumento legato in modo così prof ondo alla sua storia”.

“L’ultima piega” è una pubblicazione di assoluto pregio, che reinterpreta lo spazio spirituale, storico, artistico e politico di un luogo epicentrico della città e dell’intera ‘Marca’. Qui sono state scritte importanti pagine della vita culturale cittadina. Qui sono passati gli avvenimenti principali della storia maceratese. Qui si sono alternate le diverse sensibilità morali e politiche, e qui sono i segni del loro modo di vedere la realtà. “Si deve all’intelligenza e alla tenacia di Evio Hermas Ercoli – evidenzia il professor Barucca nell’introduzione – una pubblicazione importante che ha dedicato a questo ‘luogo misconosciuto e trascurato’ della sua amata città pazienti ricerche meritevoli di essere pubblicate per la novità e la quantità di notizie che raccolgono. San Filippo è l’esempio più importante dell’architettura religiosa del tardo barocco nelle Marche, nella def inizione plastica della originalissima f acciata che indica la soglia dove la scena urbana transita nello spazio interno, a pianta centrale a curva ellittica d’ispirazione berniniana, esempio pressoché unico nella regione”. Proprio sull’asse che attraversa la città dalla Cattedrale di San Giuliano fino alla chiesa di San Giovanni si è soffermato nel saggio introduttivo ‘Fede e arte’ S. E. Mons. Claudio Giuliodori.
Da questa direttrice “si inserisce la singolare architettura messa in opera dalla Congregazione degli Oratoriani che a partire dal 1611 cominciarono a radicare la loro presenza e ad esercitare il loro inf lusso sulla Città. Le scelte architettoniche e la modulazione degli spazi costituiscono, ancor oggi, nonostante i rimaneggiamenti e le alterazioni, una radiograf ia dell’evoluzione della città e una eloquente narrazione dell’ardore e dell’ingegno, delle tensioni e del coraggio, della fede e della cultura di una comunità religiosa che è riuscita a segnare con la sua presenza il volto spirituale e la fisionomia sociale della città di Macerata”.